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Lo sci ripido è una disciplina sviluppatasi negli anni settanta, e che ebbe i primi cenni sin dalla fine degli anni trenta/inizio anni quaranta: tra i nomi degli iniziatori quelli di Armand Charlet, Emile Allais, Louis Agnel, Louis Lachenal e Lionel Terray; il 7 luglio del 1961 Gerhart Winter e Herbert Zacharias scendono il canalone Pallavicini nel Grossglokner, il primo “45°” dello sci.
A quei nomi seguiranno, in un crescendo di pendenze fino ai 55°, quelli di Heini Holzer, di Silvain Saudain, di Patrik Vallencant, poi di Daniel Chauchefoin, di Jean Marc Boivin, di Stefano De Benedetti, di Dominique Neuenschwander, di Pierre Tardivel, di Bruno Gouvy: lo sci ripido è ormai divenuto sci estremo.
Se oggigiorno quei nomi sanno ancora evocarvi un brivido, se quelle imprese sanno affascinarvi, se la vostra tecnica sugli sci è ottima perché non cimentarvi sul filo dei 45-50° ?
Punto fondamentale in questa pratica è la conoscenza delle condizioni di innevamento dei pendii, conoscenza che le nostre Guide mettono a disposizione di quegli sciatori che vogliano affrontare lo sci ripido.
E’ ovviamente richiesto un’ottima tecnica di discesa tanto in neve fresca che trasformata, ma non basta: la discesa dei pendii più ripidi richiede una valutazione che non si limita alla capacità tecnica ma investe più in generale le capacità psicofisiche del Cliente. La Guida si riserva una verifica da condurre secondo modalità da concordare con il/i Cliente/i.
In considerazione delle esigenze di sicurezza, se non diversamente specificato, il massimo numero di clienti per Guida è di 2 persone.
Ecco allora le nostre 10 proposte nel massiccio del Monte Bianco.
Per prenotare potete inviare una e-mail a info@montblanczone.com o telefonare al +39 3393003643
| | Diretta della Nord del Mont Blanc du Tacul Per iniziare a muoversi su un pendio d’alta quota, di pendenza ai limiti inferiori dei 40°, vi proponiamo la salita con le pelli dei 4.248 del Mont Blanc du Tacul: da Chamonix saliremo in funivia all’Aiguilles du Midi e, dopo la discesa al Col du Midi (3.544 mt), ha inizio la salita che si sviluppa per ca. 700 mt sul pendio iniziale di una delle vie di salita al Monte Bianco.
La discesa diretta del pendio Nord costituisce un perfetto banco di prova che abbina l’ambiente d’alta quota e la pendenza ragguardevole!
| | Couloir Gervasutti alla Ovest della Tour Ronde Da Punta Helbronner, raggiunta con la funivia da Courmayeur, ci si dirige, scendendo, in Combe Maudit da dove si prosegue al cospetto dei famosi “satelliti” di granito del Tacul: poco oltre il pendio della Nord della Tour Ronde si risale con piccozza e ramponi il Couloir Gervasutti che si sviluppa per ca. 250 mt: dalla cima vi aspetta l’emozione dei 50° sci ai piedi!
| | Canale Bonatti al Petit Mont Blanc Il canale Bonatti scende in direzione Nord-Est dal Petit Mont Blanc (3.424 mt.), raggiunto in elicottero, sul ghiacciaio del Miage in un ripido couloir di quasi 1000 mt, con partenza intorno ai 45°.
| | Les Periades sono una cresta di guglie che separa il versante della Mer de Glace da quello del Leschaux: si raggiungono scendendo da Punta Helbronner, raggiunta con funivia da Courmayeur, lungo il percorso della Vallée Blanche sino al plateau sottostante i 2.516 mt. del Rifugio del Requin. Da qui, con le pelli di foca si risale il ghiacciaio delle Periades, avendo a disposizione due possibilità di discesa sul ghiacciaio di Leschaux: una di vero e proprio sci ripido, lungo il glacier du Capucin che sfiora i 50°, e l’altra su un pendio che non supera i 35°.
| | Dalla Punta Helbronner (3.470 mt), raggiunta in funivia da Courmayeur, si scende in direzione ovest verso la Combe Maudit per risalire un dislivello di ca. 200 mt giungendo al Colle (3.518 mt.). Da qui sono a disposizione due alternative entrambe sul filo dei 45°: una scende direttamente sul Glacier d’Entreves, l’altra leggermente più a sinistra, scende sul Ghiacciaio del Toula.
| | Il ripido della Punta Helbronner Dalla Punta Helbronner (3.470 mt.), comodamente raggiunta in funivia da Courmayeur, è possibile scendere una o più delle discese ripide che scendono alla stazione intermedia del Pavillon. Le quattro grandi classiche sono il Canale “del cesso”, il pendio dei “Cavi del Toula” e il “Seracco del Colle del Gigante” e il “Canale della passerella”; si tratta di percorsi sul filo dei 45° di cui può anche valer la pena un’abbinata nella stessa giornata!
| | I 50° gradi dell’Aiguille du Midi Da Chamonix si sale in funivia all’Aiguille du Midi (3.843 mt) e da qui, scesi di un paio di centinaio di metri, due emozionanti possibilità, entrambe sul filo dei 50°: la discesa del Glacier Ronde e del Couloir des Cosmiques, che riconducono, attraverso la stazione intermedia di Plan de l’Aiguille (2.310 mt), a Chamonix.
| | Una discesa di grande ingaggio, per 2.500 mt di dislivello dai 4.807 mt del Monte Bianco!
La discesa del pendio Nord si sviluppa per oltre 700 mt di dislivello lungo due itinerari possibili: uno parte direttamente verso nord dalla vetta e costeggiando “L’Ancien Passage supérieur” si sviluppa sino al Grand Plateau; l’altro prevede di scendere verso NNE dal Mur de la Cote e da qui lungo il “Corridor” dei Rocher Rouges inferieurs per raggiungere il Grand Plateau da dove si prosegue per Plan de l’Aiguille.
Per raggiungere la cima del Bianco due possibilità: una è quella di percorrere l’itinerario scialpinistico che si sviluppa dal Rifugio dei Grands Mulets (3.051 mt) o da quello dei Cosmiques (3.613 mt.), l’altra è quella di farsi depositare dall’elicottero al Pitons des Italiens per salire alla vetta del Monte Bianco.
| | Les Courtes dominano, con Les Droites e l’Aiguille Verte il versante NE del bacino di Argentiere: nell’aprile del 1977 Serge Cachat-Rosset scende per la prima volta i 750 metri di questo pendio la cui pendenza oscilla tra i 43° e i 48°. E’ una grande classica, su un largo pendio che si scende dopo la salita piccozza e ramponi. L’ambiente è grandioso. Saliti in funivia da Chamonix-Argentiere ai Grands Montet si scende al Rifugio di Argentiere dove si pernotta per iniziare la salita nel cuore della notte.
| | Lo Sperone è la costola più a destra del bacino della Brenva, che termina poco a sinistra dei 4.304 metri del Colle della Brenva: si tratta di una grande classica tra le salite al Bianco del versante italiano, scesa in sci per la prima volta nel 1973 da Heini Holzer, con uno sviluppo di 800 metri e pendenze fino ai 50°. Il programma prevede la salita in funivia a Punta Helbronner da Courmayeur, il pernotto al bivacco della Fourche.
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